L’ESFOLIAZIONE, un processo fisiologico fondamentale

28 aprile 2017

La pulizia del viso è un gesto molto frequente, ma una pulizia profonda è un’operazione tanto comune quanto complessa che passa dall’esfoliazione per portare via anche quello strato di cellule morte che riveste l’epidermide.  Spesso pulizia ed esfoliazione vengono effettuate in maniera poco consapevole, utilizzando prodotti non adatti al tipo di pelle da trattare. Per comprendere quali siano i prodotti più indicati ai diversi tipi di pelle bisogna, per prima cosa, analizzare il meccanismo di esfoliazione fisiologico della pelle e comprendere come subisca variazioni con il passare del tempo ed in presenza di fattori esterni.

Il processo di esfoliazione

L’epidermide rappresenta lo strato di cute più superficiale ed è organizzata in:

  • uno strato germinativo basale da cui partono le nuove cellule che vanno a sostituire quelle invecchiate degli strati sovrastanti
  • uno strato spinoso intermedio
  • uno granuloso dove le cellule producono una grande quantità di cheratina
  • uno strato corneo in cui le cellule, ormai prive di nucleo, si appiattiscono disponendosi a foglietti

Le cellule dello strato corneo (dette corneociti) sono piene di cheratina e questo le rende quasi impermeabili; invecchiando perdono adesione e si desquamano dando vita al processo di microesfoliazione, che è fisiologico e continuo. Più lo strato corneo perde cellule più lo strato basale è stimolato a produrne di nuove. Il processo di risalita dallo strato basale a quello corneo, in una pelle giovane e sana dura circa 14 giorni; i corneo citi poi ne impiegano altri 14 circa prima di desquamarsi (ad eccezione di alcune situazioni particolari come: pelle senescente, fotoesposta o acneica).

  • pelle senescente: assottigliamento e perdita di elasticità dovuta alla diminuzione della capacità proliferativa; appare spenta e opaca perché lo strato corneo tende a cementarsi e disidratarsi perdendo la capacità di autoesfoliarsi.
  • pelle foto esposta: presenta colorito giallastro e aumento di spessore dovuto alla creazione di un maggiore strato di cheratina che aiuta ad estinguere i raggi UV.
  • pelle acneica: l’eccessiva produzione di sebo impedisce l’eliminazione naturale delle cellule cornee.

Peeling

Il processo di esfoliazione, nelle pelli sane, avviene naturalmente ogni giorno, mentre nei tre casi sopra citati ciò non avviene ed è per questo che si consiglia di effettuare periodicamente (una volta ogni 15-20 giorni) un peeling che aiuti il rinnovamento cutaneo. “Peeling” è una parola inglese che deriva dal verbo peel, che vuol dire pelare. In cosmesi, il peeling consiste nell’applicazione sul viso di sostanze che permettano di asportare lo strato superficiale dell’epidermide, per rimuovere imperfezioni e impurità. Esistono 2 tipi di peeling:

  • peeling meccanico che consiste nell’esfoliazione basata sull’attrito esercitato mediante creme, saponi o gel contenenti microgranuli; oppure attraverso strumentazioni professionali come frese rotanti o getti di sabbiolina finissima diretti a pressione variabile sulla pelle.
  • peeling chimico che consiste nell’applicazione di uno o più prodotti che penetrino negli strati cutanei esfoliando e rigenerando i tessuti.

 

Prodotti esfolianti

Gli esfolianti chimici incoraggiano un’azione cheratolitica: in altri termini, queste sostanze esercitano la loro capacità esfoliante indebolendo le giunzioni intracellulari che legano i corneociti, al fine di distaccare ed allontanare le cellule morte superficiali.

Tra i più usati in cosmesi c’è sicuramente l’Acido glicolico, un alfa-idrossiacido abbastanza comune anche nei prodotti per uso domestico, ma secondo noi merita un approfondimento il Gluconolattone, una molecola con struttura ad anello che, in seguito a metabolizzazione da parte della pelle, libera l’Acido gluconico. Il vantaggio di questa molecola rispetto ad altri esfolianti chimici risiede proprio nella struttura ad anello; a differenza delle altre molecole infatti, che presentano gruppi acidi liberi potenzialmente irritanti, il Gluconolattone libera il suo gruppo acido solo dopo essere stato assorbito nello strato corneo. Questo meccanismo assicura un’esfoliazione ed una disgregazione dei corneociti più delicata e più efficace. Inoltre, questa molecole è particolarmente idrofila, affine all’acqua, e questo determina un potente richiamo di acqua dall’ambiente esterno assicurando anche un’azione idratante efficace.

Un buon detergente esfoliante deve delicato ma lavorare in profondità, garantire un’azione idratante e restitutiva ed lasciare una sensazione di levigatezza sulla pelle dopo il risciacquo. Questo è l’obiettivo del latte detergente AMPOMOLA dove l’esfoliazione profonda del Gluconolattone completa l’azione delle molecole zuccherine (in grado di realizzare un rilascio lento di acqua agli strati più profondi dell’epidermide) e degli emollienti leggeri che ricostituiscono la fase lipidica persa durante l’esfoliazione.